Tutti i maggiori giornali italiani e non si sono prodigati in ampi,sinceri e profondi elogi verso il governatore della BCE Mario Draghi e, soprattutto, sul suo intervento che potremmo etichettare come di market fireman.
Effettivamente le parole di Draghi hanno avuto l'effetto di ribaltare in positivo i pronostici di una giornata finanziariamente destinata ad essere diversa. Avremmo assistito, con grande probabilità, ad un ennesimo oscillamento, tendente al negativo, dei mercati e delle maggiori piazze affari europee. Per Spagna e Italia, le attuali bombe ad orologeria, si sarebbe avvicinanto ulteriormente quel baratro tanto cupo e tenebroso che ormai da tempo è diventato spettro presente della loro quotidianetà insieme allo spread.
Il semplice ma efficace english di Draghi ha lasciato intendere che verrà tracciata una rotta diversa nella politica della BCE, che sarà decisamente più attiva e concreta. Teoricamente dovrebbe essere abbracciata la richiesta dei mercati di iniziare con una SMP policy, la quale dovrebbe finalmente permettere alla BCE di intervenire sul mercato secondario dei debiti pubblici dei paesi Euro.
Le precedenti politiche fallimentari di LTRO potrebbero finalmente essere accantonate e trasferite nella zona useless della soffitta. Valutando i grafici relativi all'andamento temporale dei differenziali Btp-Bonos rispetto ai Bund con annessi interventi BCE risulta lampante come le operazioni dettate dalla BCE sono il simbolo della errata politica risolutiva di breve periodo. Prestare soldi alle banche con irrisori tassi d'interesse ha il solo effetto di mostrare la presenza della Banca Centrale sui mercati. Ma dal punto di visto della concretezza dell'operazione sopracitata rispetto agli effetti attenuatori sugli spread Spa-Ita risulta valida per un periodo di tempo non superiore a poche settimane.
Se davvero l'Europa, intesa nella sua totale interezza, intende salvarsi bisogna che la BCE si prenda la responsabilità di organizzare e di attuare, nel concreto, un piano di politica monetaria di lungo periodo attraverso il sopracitato Securities Market Programme e il mai preso in considerazione Funding for Lending che, oltre a dare un chiaro e forte segnale sui mercati, creerebe presupposti virtuosi sull'economia reale.
Tuttavia dopo circa 8-9 mesi dai duplici interventi di LTRO e taglio del tasso di interesse, siamo in una situazione analoga a quella del 9 Novembre scorso (giorno dell'attacco contro il debito sovrano italiano. Dove lo spread toccò il picco di 575 punti.
La plausibile dichiarazione di discesa in campo, da parte della BCE, non deve però far riscaldare troppo gli animi e distogliere la nostra attenzione dal fatto che, per potere vincere la partita Europea, non basta semplicemente scendere in campo in svantaggio e a partita iniziata.
Sarebbe risultato indispensabile giocare dall'inizio schierando dal primo istante le forze migliori che si avevano a disposizione.
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