Anche i piduisti hanno un'anima. Forse nera come la pece. E' l'unica spiegazione plausibile.
Le esternazioni fatte dal capogruppo Pdl alla camera Fabrizio Cicchitto destano perplessità. Non perchè, come molti vorrebbero e spererebbero, Cicchitto ha osato parlare. L'articolo 21 della Costituzione sancisce come diritto inviolabile quello della libertà di manifestazione del proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Il nocciolo della questione sollevata dall'evergreen pdl è che un magistrato deve essere tale 24/7.
Evidentemenete il filo conduttore della vita della via togata, dentro e fuori dal tribunale, dovrebbe essere quello del segreto d'ufficio. Sempre e comunque. A prescindere dalle situazioni, dalle circostanze e dagli stati d'animo. Può darsi che Cicchitto, tra sè e sé, speri e immagini un futuro dominato dagli automi? Non ci è dato saperlo e, forse è anche meglio così.
Ai microfoni delLa Zanzara, su Radio 24, Cicchitto spara cannonate contro il magistrato palermitano. Le accuse sarebbero di faziosità. Di mistificare la realtà. Di essere sostanzialmente non un'anomalia ma, L'anomalia italiana. La più grave attualmente.
Se ammettiamo che il magistrato deve sempre cercare di mantenere un certo rigore nell'esternare riflessioni e pensieri, è altrettanto giusto precisare che esistono attimi e circostanze in cui bisogna prendersi delle responsabilità. Quando si ha il sentore che qualcosa di importante e fondamentale possa essere messo a repentaglio dalle istituzioni stesse, che invece dovrebbero sempre immolarsi nella salvaguardia di tutti i diritti dei cittadini, è forse addirittura doveroso mettersi in prima linea, rischiando il linciaggio mediatico e lo sgomento di certi ambienti.
Se Ingroia ha il diritto, e forse, anche il dovere di parlare e di pensare da libero cittadino oltrechè da magistrato, anche Cicchitto ha gli stessi diritti dell'antogonista. Il problema però esiste. Se il discepolo di Paolo Borsellino vanta una carriera ricca di successi nella lotta alla la mafia, il passato di Cicchitto non è di certo trasparente. Proprio lui che accusa di faziosità e falsità. Il generale Pdl che assale un altro uomo imputandogli poca trasparenza e tanta opacità.
Raramente è accaduto che qualcuno abbia ricordato a Cicchitto che dare lezioni di moralità implica essere al di la di ogni sospetto. A 360 gradi e 365 giorni l'anno, ferie comprese. Occorre però ricordare che Fabrizio Cicchitto è stato un P2ista (e non se ne è mai scusato di questo). Da qui proprio non si scappa. La loggia P2 fa parte della storia nera d’italia. Legata allo stragismo e alla strategia della tensione. Altamente articolata con trame oscurantiste e lesive per il popolo italiano, dove organi deviati delle istituzioni cercavano di imporre "il piano di rinascita economica" del paese.
Dovrebbe l’On. Cicchitto nascondersi. Non sarebbe giusto. Risulta infine improbabile che lo stesso eviti esternazioni di questo tipo avendo un passato poco luminoso. Bello sarebbe che qualche giornalista gli ricordasse il passato cupo. Magari live durante uno dei suoi attacchi a testa bassa. Ma L’on. (che di onorevole ha poco) pone l’attenzione sugli altri per non far porre l’attenzione su di sé. O forse è solo smemorato?
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