lunedì 16 luglio 2012

I soldi che non ci mancherebbero...

Partiamo dalla definizione di economia sommersa, la quale dice <<...essa può essere definita come l'insieme di tutte le attività economiche che contribuiscono al PIL, ma che non vengono registrate e di conseguenza tassate..>>. In effetti già la parola "sommersa" dovrebbe richiamare nelle nostre menti un qualcosa che c'è ma non è visibile. Forse probabimente percettibile ma non visualizzabile.
Diversi sono i dati relativi al sommerso italiano, reperibili tranquillamente sul web. Partono da un minimo di 250 Mld, fino ad arrivare a 550-600 Mld. Ma cosa significano queste cifre esorbitanti?
Semplicemente che l'Italia possiede, in media, circa 400 Mld di sommerso. A questa cifra non viene imposta alcuna tassa perchè non viene dichiarata. Avendo un'imposizione fiscale media del 45%, 180 Mld sono i mancati introiti annuali del nostro Stato. Una bella cifra se consideriamo che quando il Governo vara una manovra, di quelle lacrime e sangue, le cifre si aggirano intorno ai 50-60 Mld.
Si potrebbe discutere e disquisire su come investire questi soldi. Abbassare le tasse sulle persone fisiche. Agire mediante forti sgravi fiscali sulle persone giuridiche. Ricominciare ad investire sull'istruzione, la ricerca e lo sviluppo. Insomma. Si potrebbe finalmente agire concretamente. Partire almeno da qualche parte. Magari innescando quel famoso circolo virtuoso di cui, ormai tutti, si riempiono la bocca. Il risultato, qualunque fosse la scelta, sarebbe muovere finalmente verso dx quella curva degli investimenti che il buon Keynes ci ha lasciato come eredità. Senza investimenti l'economia muore. Investimenti intesi come aggiornamenti delle produzioni, introduzione di prodotti innovativi, allargamento dei settori Research&Development,ecc..
Quindi, ricapitolando, questo potrebbe essere il primo passo per uscire dal guado. Basterebbe poco. Anche perchè, spostandoci qualche passo indietro per avere così una migliore visuale, tanti sarebbero i campi su cui intervenire per raccimolare parecchi soldi. Il vero problema è aspettare. Attendere qualcuno che si prenda la responsabilità (anche questa parola ormai viene abusata e rischia di perdere il significato) di agire dove nessuno negli ultmi 50 anni ha avuto il coraggio.
Se da una parte è vero che i problemi sono ereditati da gestioni precedenti, è comunque altrettanto cristallino che la maggior parte dei problemi ce li portiamo dietro dall'unificazione e dagli scandali del primo cinquantennio di vita del nostro paese.

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