Partiamo dalla definizione di economia sommersa, la quale dice
<<...essa può essere definita come l'insieme di tutte le attività
economiche che contribuiscono al PIL, ma che non vengono registrate e di
conseguenza tassate..>>. In effetti già la parola "sommersa"
dovrebbe richiamare nelle nostre menti un qualcosa che c'è ma non è
visibile. Forse probabimente percettibile ma non visualizzabile.
Diversi
sono i dati relativi al sommerso italiano, reperibili tranquillamente
sul web. Partono da un minimo di 250 Mld, fino ad arrivare a 550-600
Mld. Ma cosa significano queste cifre esorbitanti?
Semplicemente che
l'Italia possiede, in media, circa 400 Mld di sommerso. A questa cifra
non viene imposta alcuna tassa perchè non viene dichiarata. Avendo
un'imposizione fiscale media del 45%, 180 Mld sono i mancati introiti
annuali del nostro Stato. Una bella cifra se consideriamo che quando il
Governo vara una manovra, di quelle lacrime e sangue, le cifre si
aggirano intorno ai 50-60 Mld.
Si potrebbe discutere e disquisire su
come investire questi soldi. Abbassare le tasse sulle persone fisiche.
Agire mediante forti sgravi fiscali sulle persone giuridiche.
Ricominciare ad investire sull'istruzione, la ricerca e lo sviluppo.
Insomma. Si potrebbe finalmente agire concretamente. Partire almeno da
qualche parte. Magari innescando quel famoso circolo virtuoso di cui,
ormai tutti, si riempiono la bocca. Il risultato, qualunque fosse la
scelta, sarebbe muovere finalmente verso dx quella curva degli
investimenti che il buon Keynes ci ha lasciato come eredità. Senza
investimenti l'economia muore. Investimenti intesi come aggiornamenti
delle produzioni, introduzione di prodotti innovativi, allargamento dei
settori Research&Development,ecc..
Quindi, ricapitolando, questo
potrebbe essere il primo passo per uscire dal guado. Basterebbe poco.
Anche perchè, spostandoci qualche passo indietro per avere così una
migliore visuale, tanti sarebbero i campi su cui intervenire per
raccimolare parecchi soldi. Il vero problema è aspettare. Attendere
qualcuno che si prenda la responsabilità (anche questa parola ormai
viene abusata e rischia di perdere il significato) di agire dove nessuno
negli ultmi 50 anni ha avuto il coraggio.
Se da una parte è vero che
i problemi sono ereditati da gestioni precedenti, è comunque
altrettanto cristallino che la maggior parte dei problemi ce li portiamo
dietro dall'unificazione e dagli scandali del primo cinquantennio di
vita del nostro paese.
Nessun commento:
Posta un commento