Il nostro attuale quadro politico sembra essere in
totale subbuglio, per non dire vittima di una scossa di terremoto.
Tutti sono alla ricerca della miglior posizione che regali stabilità e sicurezza. Essa deve
essere raggiunta quanto prima rispetto alla eventuale caduta di questo
governo tanto tecnico quanto ingessato. Le strategie e le tattiche sono
pressochè sempre le stesse. Osservandole infatti possiamo
tranquillamente compararle con quelle degli ultimi anni. Lo standard
tipo è quello di fare dichiarazioni forti e aggressive con timbro vocale
deciso, cercando di essere il più impattanti possibili. Affermazioni che
mettono in discussione il proprio movimento politico, il quadro
dirigenziale e di coordinamento, la gestione e l'organizzazione, la
mission e chi più ne ha più ne aggiunga. Purtroppo è alquanto difficile
ascoltare durante questi, che oramai assomigliano a monologhi, una
domanda. La fatidica e scomoda question che potrebbe essere <<Ma allora
perchè negli ultimi 10-15-20 anni è rimasto in quel partito, difendendo a
spada tratta qualunque posizione proposta dai vertici rischiando, a volte,
anche la sua incolumità personale? >>.
Nonostante la breve
digressione, sempre utile per mantenere focalizzata l'attenzione
sull'inettitudine della classe politica nostrana, è divertente
analizzare come il tran-tran delle cicale travestitesi per l'occasione
da formiche ha dell'impressionante.
- Sul versante PDL
la teorica ridiscesa in campo di B., e la rapida smentita di fonti
pro-Cav quale Libero, fanno capire come esistano tentativi di creare un
post-Berlusconi. Tuttavia molti pensano e ritengono fondamentale la sua
presenza per rimanere in quel di Montecitorio, o
comunque nel giro della politica come mestiere. Infatti un eventuale
passaggio per il tour-vacanza da sogno verso il Parlamento, stagione
2013-2017, è altamente appetibile/atteso. Si può ipotizzare inoltre
che, osservando questa bagarre, qualcuno possa addirittura ritrovare
il nemico-amico di sempre, di lunghe ed estenuanti battaglie (?).
D'Alema?
- La Lega Nord sta tentando, forse invana, di
non implodere/esplodere. Sarà tuttavia difficile, più che far
dimenticare gli scandali (probabilmente pilotati dall'interno e dall'ex
Ministro dell'Interno Maroni), far capire al popolo leghista chi comandi
veramente il partito. Bossi o Maroni? Oppure chi vogliono, gli elettori dalla camicia verde, come guida in
questo momento cupo e nebbioso?
Desta curiosità, e un po di sgomento, il colpo di reni del partito che ora grida e starnazza
contro i rimborsi elettorali, combattendo questa finta battaglia per
l'eliminazione della tranche estiva del finanziamento ai partiti. Ma
questo è il bello della politica italiana. E della Lega Nord.
-L' UDC di
Casini (di nome e di fatto) pare essere l'oggetto del desiderio di PD e
PDL, oltrechè di API e FLI. Stare con l'UDC significherebbe,
teoricamente, avere come alleati la Chiesa che, nonostante gli scandali,
rimane e rimarrà un centro di potere saldo e duraturo. Le ultime strilla
del leader brizzolato fanno intendere come stia aspettando una reale
proposta da qualcuno, con la quale si creerebbe il presupposto adatto a
far cadere il governo Monti. Per ora si è nella "fase aspetta e spera".
-
FLI ha capito che prima di fare o parlare deve contare fino
all'infinito. Le innumerevoli spaccature interne al piccolo partito fanno
intendere come oramai siano fatalmente legati al destino dell'UDC. Senza
di esso rischierebbero addirittura di scomparire. Pensando ad una
evenutale join venture tra PD e UDC, FLI può diventare il pomo della
discordia in quanto SEL e IDV potrebbero usarlo come comodo alibi per
stare fuori dell'alleanza.
Triste comunque pensare all'occasioni
perse da Fini di ributtarsi a destra dopo l'uscita dal PDL. Quella è
stata l'ultima per restare ancora a galla. Oramai tutto è perduto. Neanche più un piccolo scandalo su qualche casa in costa azzurra girata ad un parente.
-
Di Pietro e la sua sgangherata IDV hanno, forse e finalmente, capito
(gli unici) che stare dentro una coalizione preventivamente fallimentare
equivarrebbe a un suicidio politico. Dopo gli errori passati Di Pietro
dovrà essere più coraggioso e presentarsi da solo alle prossime elezioni
politiche. Otterrebbe il duplice vantaggio di prendere più voti e di
potersi apparentare di volta in volta con la migliore proposta politica
del momento.
- SEL sembra aver perso la forza
propulsiva di qualche mese fa che la stava
portando verso il 10% e oltre. Causa boom M5S? Comunque è plausibile ipotizzare che forse la gente ha deciso
di smettere di utilizzare il decodificatore ogni volta che Vendola
parla. Non perchè si sono stancati di capirlo. Ma forse perchè hanno
capito che Vendola in realtà non dice nulla, mai. Le sue sono più spesso
che volentieri parole gettate. Dove non si sa e non sarebbe dato
saperlo. La tecnica è sottile quanto inutile. Parlo difficile così non
capiscono che neanche io non capisco un granchè.
- Il
PD invece ha la facoltà e la genialità di combinare disastri da solo,
facendo del "Do it myself" il proprio stile di esistenza. Analizzando i
movimenti di partito troviamo l'ala moderata, ovvero formata dalle spie
ex-DC fatte inserire a suo tempo. Successivamente alla dissoluzione del
partito che per 50 anni ha guidato il paese. Esse hanno il gradito compito di stoppare
ogni tentativo di essere minimal-riformisti.
Il tema/grana delle coppie di
fatto e dell'unione degli omosessuali è solo la punta dell'iceberg che
rende evidente come , all'interno di uno stesso partito, ci siano
differenze mostruosamente plateali nonchè spaccature insanabili. Fare una
mega-iper-super coalizione con dentro chiunque passi rischia di far
saltare in aria il Parlamento. Già attualmente la componente DC-PDL
all'interno del PD è appariscente e potente. Siamo in un momento "no way
out".
Le sfortune degli altri però non sembrano, almeno
attualmente, aiutare più di tanto il Movimento 5 Stelle che sembra
rimanere ancorato alla percentuale oscillante tra il 19% e il 20% delle
ultime settimane. Le scosse di assestamento interne ed i normali
problemi di gestione fanno da freno a mano. Soprattutto ora che tutti i loro fatti
vengono costantemente e felicemente spiattellati su ogni mezzo di
informazione possibile. La mission sembra essere diventanta quella di
mostrare a tutto il paese come Grillo sia l'esempio chiaro e lampante
della peggior gestione dispotica ed inefficiente del panorama politico
italiano.
Fortuna vuole che il vero problema non sia ancora venuto
a galla. O che forse venga usato come arma segreta per mettere la
parola fine alle speranze di vedere il M5S come primo partito nazionale.
Nessuno
infatti sembra essersi accorto che la vera bomba ad orologeria è la
piattaforma, dichiarata centrale, del movimento stesso. Il forum e il
sito del Grillo-partito è disorganizzato, malfunzionante, assolutamente
non gestito e non regolamentato, rendendolo di fatto inutilizzabile per
quelle pur tante persone che hanno deciso di svolgere attivamente un
ruolo nella nostra società.
Non si capisce quindi chi sia
realmente affetto da gravi cataratte. Se Grillo-Casaleggio oppure il
resto della politica. E' giusto che il comico, oramai politico, convochi gli stati generali del movimento per ridiscutere i termini e
per stendere un piano di battaglia per le elezioni prossime venture?
Risulta
essere importante e fondamentale capire quanto siano realmenti
spaccati, al loro interno, i partiti politici antagonisti a Grillo.
Potrebbe essere plausibile ipotizzare che stiano mostrando di proposito
il fianco scoperto e ferito? Che sia una strategia per non vincere le
elezioni? Che esiste davvero una sorta di tacito accordo per far vincere
Grillo e farlo autodistruggere, insieme al suo movimento, una volta al
potere e dopo aver verificato che il paese è altamente ingovernabile senza
l'appoggio dei reali poteri forti?
Valutando la situazione da un
altro punto di vista, più semplice, risulta sensato andare al governo in
un momento di grave crisi come questo? Sarebbe saggio andare al comando
di una nave che sta imbarcando acqua da tempo e rischia sempre di più,
giorno dopo giorno, di affondare definitivamente? Sono quindi Grillo e
il suo movimento i sacrificabili sull'altare dello status quo?
Rimangono
tuttavia forti i segnali di instabilità che arrivano Montecitorio,
Palazzo Madama e il Quirinale. Come sempre solo il tempo potrà rivelare
quali siano le verità nascoste sotto il velo.
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