martedì 24 luglio 2012

Cosa c'è veramente sotto? Analisi politica del momento.

Il nostro attuale quadro politico sembra essere in totale subbuglio, per non dire vittima di una scossa di terremoto. Tutti sono alla ricerca della miglior posizione che regali stabilità e sicurezza. Essa deve essere raggiunta quanto prima rispetto alla eventuale caduta di questo governo tanto tecnico quanto ingessato. Le strategie e le tattiche sono pressochè sempre le stesse. Osservandole infatti possiamo tranquillamente compararle con quelle degli ultimi anni. Lo standard tipo è quello di fare dichiarazioni forti e aggressive con timbro vocale deciso, cercando di essere il più impattanti possibili. Affermazioni che mettono in discussione il proprio movimento politico, il quadro dirigenziale e di coordinamento, la gestione e l'organizzazione, la mission e chi più ne ha più ne aggiunga. Purtroppo è alquanto difficile ascoltare durante questi, che oramai assomigliano a monologhi, una domanda. La fatidica e scomoda question che potrebbe essere <<Ma allora perchè negli ultimi 10-15-20 anni è rimasto in quel partito, difendendo a spada tratta qualunque posizione proposta dai vertici rischiando, a volte, anche la sua incolumità personale? >>.
Nonostante la breve digressione, sempre utile per mantenere focalizzata l'attenzione sull'inettitudine della classe politica nostrana, è divertente analizzare come il tran-tran delle cicale travestitesi per l'occasione da formiche ha dell'impressionante.

- Sul versante PDL la teorica ridiscesa in campo di B., e la rapida smentita di fonti pro-Cav quale Libero, fanno capire come esistano tentativi di creare un post-Berlusconi. Tuttavia molti pensano e ritengono fondamentale la sua presenza per rimanere in quel di Montecitorio, o comunque nel giro della politica come mestiere. Infatti un eventuale passaggio per il tour-vacanza da sogno verso il Parlamento, stagione 2013-2017, è altamente appetibile/atteso. Si può ipotizzare inoltre che, osservando questa bagarre, qualcuno possa addirittura ritrovare il nemico-amico di sempre, di lunghe ed estenuanti battaglie (?). D'Alema?

- La Lega Nord sta tentando, forse invana, di non implodere/esplodere. Sarà tuttavia difficile, più che far dimenticare gli scandali (probabilmente pilotati dall'interno e dall'ex Ministro dell'Interno Maroni), far capire al popolo leghista chi comandi veramente il partito. Bossi o Maroni? Oppure chi vogliono, gli elettori dalla camicia verde, come guida in questo momento cupo e nebbioso?
Desta curiosità, e un po di sgomento, il colpo di reni del partito che ora grida e starnazza contro i rimborsi elettorali, combattendo questa finta battaglia per l'eliminazione della tranche estiva del finanziamento ai partiti. Ma questo è il bello della politica italiana. E della Lega Nord.

-L' UDC di Casini (di nome e di fatto) pare essere l'oggetto del desiderio di PD e PDL, oltrechè di API e FLI. Stare con l'UDC significherebbe, teoricamente, avere come alleati la Chiesa che, nonostante gli scandali, rimane e rimarrà un centro di potere saldo e duraturo. Le ultime strilla del leader brizzolato fanno intendere come stia aspettando una reale proposta da qualcuno, con la quale si creerebbe il presupposto adatto a far cadere il governo Monti. Per ora si è nella "fase aspetta e spera".

- FLI ha capito che prima di fare o parlare deve contare fino all'infinito. Le innumerevoli spaccature interne al piccolo partito fanno intendere come oramai siano fatalmente legati al destino dell'UDC. Senza di esso rischierebbero addirittura di scomparire. Pensando ad una evenutale join venture tra PD e UDC, FLI può diventare il pomo della discordia in quanto SEL e IDV potrebbero usarlo come comodo alibi per stare fuori dell'alleanza.
Triste comunque pensare all'occasioni perse da Fini di ributtarsi a destra dopo l'uscita dal PDL. Quella è stata l'ultima per restare ancora a galla. Oramai tutto è perduto. Neanche più un piccolo scandalo su qualche casa in costa azzurra girata ad un parente.

- Di Pietro e la sua sgangherata IDV hanno, forse e finalmente, capito (gli unici) che stare dentro una coalizione preventivamente fallimentare equivarrebbe a un suicidio politico. Dopo gli errori passati Di Pietro dovrà essere più coraggioso e presentarsi da solo alle prossime elezioni politiche. Otterrebbe il duplice vantaggio di prendere più voti e di potersi apparentare di volta in volta con la migliore proposta politica del momento.

- SEL sembra aver perso la forza propulsiva di qualche mese fa che la stava portando verso il 10% e oltre. Causa boom M5S? Comunque è plausibile ipotizzare che forse la gente ha deciso di smettere di utilizzare il decodificatore ogni volta che Vendola parla. Non perchè si sono stancati di capirlo. Ma forse perchè hanno capito che Vendola in realtà non dice nulla, mai. Le sue sono più spesso che volentieri parole gettate. Dove non si sa e non sarebbe dato saperlo. La tecnica è sottile quanto inutile. Parlo difficile così non capiscono che neanche io non capisco un granchè.

- Il PD invece ha la facoltà e la genialità di combinare disastri da solo, facendo del "Do it myself" il proprio stile di esistenza. Analizzando i movimenti di partito troviamo l'ala moderata, ovvero formata dalle spie ex-DC fatte inserire a suo tempo. Successivamente alla dissoluzione del partito che per 50 anni ha guidato il paese. Esse hanno il gradito compito di stoppare ogni tentativo di essere minimal-riformisti.
Il tema/grana delle coppie di fatto e dell'unione degli omosessuali è solo la punta dell'iceberg che rende evidente come , all'interno di uno stesso partito, ci siano differenze mostruosamente plateali nonchè spaccature insanabili. Fare una mega-iper-super coalizione con dentro chiunque passi rischia di far saltare in aria il Parlamento. Già attualmente la componente DC-PDL all'interno del PD è appariscente e potente. Siamo in un momento "no way out".

Le sfortune degli altri però non sembrano, almeno attualmente, aiutare più di tanto il Movimento 5 Stelle che sembra rimanere ancorato alla percentuale oscillante tra il 19% e il 20% delle ultime settimane. Le scosse di assestamento interne ed i normali problemi di gestione fanno da freno a mano. Soprattutto ora che tutti i loro fatti vengono costantemente e felicemente spiattellati su ogni mezzo di informazione possibile. La mission sembra essere diventanta quella di mostrare a tutto il paese come Grillo sia l'esempio chiaro e lampante della peggior gestione dispotica ed inefficiente del panorama politico italiano.
Fortuna vuole che il vero problema non sia ancora venuto a galla. O che forse venga usato come arma segreta per mettere la parola fine alle speranze di vedere il M5S come primo partito nazionale.
Nessuno infatti sembra essersi accorto che la vera bomba ad orologeria è la piattaforma, dichiarata centrale, del movimento stesso. Il forum e il sito del Grillo-partito è disorganizzato, malfunzionante, assolutamente non gestito e non regolamentato, rendendolo di fatto inutilizzabile per quelle pur tante persone che hanno deciso di svolgere attivamente un ruolo nella nostra società.
Non si capisce quindi chi sia realmente affetto da gravi cataratte. Se Grillo-Casaleggio oppure il resto della politica. E' giusto che il comico, oramai politico, convochi gli stati generali del movimento per ridiscutere i termini e per stendere un piano di battaglia per le elezioni prossime venture?
Risulta essere importante e fondamentale capire quanto siano realmenti spaccati, al loro interno, i partiti politici antagonisti a Grillo. Potrebbe essere plausibile ipotizzare che stiano mostrando di proposito il fianco scoperto e ferito? Che sia una strategia per non vincere le elezioni? Che esiste davvero una sorta di tacito accordo per far vincere Grillo e farlo autodistruggere, insieme al suo movimento, una volta al potere e dopo aver verificato che il paese è altamente ingovernabile senza l'appoggio dei reali poteri forti?
Valutando la situazione da un altro punto di vista, più semplice, risulta sensato andare al governo in un momento di grave crisi come questo? Sarebbe saggio andare al comando di una nave che sta imbarcando acqua da tempo e rischia sempre di più, giorno dopo giorno, di affondare definitivamente? Sono quindi Grillo e il suo movimento i sacrificabili sull'altare dello status quo?
Rimangono tuttavia forti i segnali di instabilità che arrivano Montecitorio, Palazzo Madama e il Quirinale. Come sempre solo il tempo potrà rivelare quali siano le verità nascoste sotto il velo.

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